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Fisioterapia “Termoterapia”

Fisioterapia "Termoterapia"

“Universo del Corpo” di Pier Paolo Mariani

La trasmissione del calore da un corpo più caldo a uno più freddo può avvenire per conduzione (trasmissione diretta da corpo a corpo), per convezione (mediante masse fluide in movimento) o per irradiazione (senza contatto diretto tra corpo e corpo). La terapia calorica esogena per conduzione si pratica mediante l’applicazione di impacchi caldi di diversa composizione, chimica o vegetale, oppure di paraffina semisolida, e interessa direttamente gli strati più superficiali del corpo (cute e sottocute) nei quali provoca una vasodilatazione di tipo riflesso. È generalmente ammesso che la dispersione del calore non interessa regioni al di sotto del centimetro di profondità; per determinare una vasodilatazione dei tessuti sottostanti, con successiva ipertermia degli organi profondi, è necessario che l’energia venga assorbita dalla cute per un periodo sufficientemente lungo. Gli effetti correlati con l’incremento dell’apporto ematico distrettuale sono rappresentati dalla riduzione del dolore, per innalzamento della soglia di eccitabilità dei recettori delle fibre dolorifiche, e da un’azione decontratturante muscolare per azione diretta sui propriocettori di tipo fusale. La termoterapia risulta quindi particolarmente indicata nelle contratture dolorose muscolari e negli stati infiammatori post-traumatici. La paraffinoterapia è impiegata soprattutto nel trattamento di edemi, sia post-traumatici sia su base circolatoria, per il suo effetto vasomotorio e per quello costrittivo esplicato dalla solidificazione della paraffina. La termoterapia per convezione viene attuata con le diverse applicazioni del vapore (grotte naturali, bagno turco, sauna), ma gli effetti fisici determinati dal calore sono per lo più modesti. Nella termoterapia per irradiazione, la trasmissione del calore avviene per mezzo di onde elettromagnetiche che possono essere corte (marconiterapia) o microonde (radarterapia), attraverso onde sonore (ultrasuonoterapia) o per irraggiamento fotonico (fototerapia; v. oltre).

a) Marconiterapia. Nella marconiterapia sono utilizzate onde di 27 MHz, con una lunghezza d’onda di 11 m. L’energia viene applicata al paziente con diverse modalità: per mezzo di elettrodi condensatori, oppure di un solenoide, o anche di un monode (elettrodo a disco di dimensioni ridotte). Nei primi due casi, la termogenesi viene indotta da correnti elettriche secondo la legge di Joule, mentre con il monode la dispersione termica avviene mediante le correnti di Foucault. Con gli elettrodi condensatori e con i solenoidi, la dispersione termica è diffusa e omogenea, mentre con il monode il grado di penetrazione è inversamente proporzionale alla resistenza opposta dai tessuti. In questa maniera si realizzano effetti termici particolarmente intensi a livello sia del tessuto muscolare sia delle strutture periarticolari. La marconiterapia trova indicazione nella patologia artrosica, qualunque sia la localizzazione, nelle contratture muscolari antalgiche nonché negli esiti di processi post-traumatici. Le controindicazioni a tale terapia sono costituite dalla presenza nel corpo di metalli (materiale per sintesi ossea, protesi articolari), pace-maker o IUD (dispositivi intrauterini).
b) Radarterapia. Si avvale di microonde con una frequenza di 2450 MHz e lunghezza d’onda di 12 cm. Le onde centimetriche seguono le leggi fisiche dell’ottica geometrica (riflessione, rifrazione, focalizzazione ecc.) e la produzione del calore è simile al meccanismo della marconiterapia con monode, per cui la penetrazione calorica è limitata prevalentemente ai tessuti muscolari superficiali. In particolare, le microonde sono selettivamente assorbite dai tessuti con elevato contenuto di acqua, sino a una profondità non superiore a 5 cm. Le microonde determinano un’intensa vasodilatazione arteriolare e hanno il potere di ritardare la comparsa dello stato di fatica. Uno dei maggiori problemi legati all’impiego della radarterapia è costituito dall’innalzamento della temperatura del grasso sottocutaneo, che può raggiungere livelli dannosi, per cui le applicazioni sono limitate ad articolazioni facilmente accessibili e prive di abbondante pannicolo adiposo. Le indicazioni della radarterapia sono rappresentate da esiti di traumi muscolari e da patologia artrosica, primitiva o secondaria. Le controindicazioni sono simili a quelle della marconiterapia.
c) Ultrasuonoterapia. Consiste nell’applicazione locale di vibrazioni con frequenza superiore a 16.000 cicli/s (ultrasuoni), ottenute sfruttando l’effetto piezoelettrico di un cristallo di quarzo. Nella pratica clinica vengono utilizzate onde con una frequenza compresa tra 0,8 e 1 MHz, con un’intensità di circa 1,5 watt/cm2. L’irradiazione sonora si traduce in un’azione di massaggio ad alta frequenza che, a causa della ridotta lunghezza d’onda, si esplica a livello cellulare e intercellulare. I fenomeni di pressione e trazione che si verificano in seno ai tessuti sono separati da intervalli molto ridotti. I tessuti irradiati con ultrasuoni entrano a loro volta in vibrazione, con conseguente dispendio energetico e produzione rapida di calore, relativamente localizzato. A causa della notevole riflessione dell’energia generata da ultrasuoni, si determina in corrispondenza dell’interfaccia tessutale (osso-tendine) un sensibile incremento della temperatura. Oltre agli effetti biologici di natura meccanica e termica, si verificano reazioni chimiche di ossidazione, polimerizzazione e distruzione di macromolecole, e conseguenze sul sistema nervoso il cui preciso meccanismo è ancora oggetto di indagine. Gli ultrasuoni possono venire applicati con contatto diretto per sfruttare al massimo l’effetto di micromassaggio, oppure con contatto indiretto, per interposizione di acqua. Le indicazioni all’utilizzo della ultrasuonoterapia sono le affezioni neurologiche periferiche (sciatalgia, nevriti post-traumatiche, neuroma ecc.), le cicatrici cutanee a evoluzione cheloidea, le calcificazioni pararticolari, le tendiniti, la periostite e i processi infiammatori cronici. Talora gli ultrasuoni sono impiegati allo scopo di somministrare per via percutanea sostanze medicamentose per le modificazioni da essi indotte sulla permeabilità cellulare. Questa tecnica è chiamata sonoforesi. Le principali controindicazioni sono: osteoporosi, presenza di cartilagine di accrescimento, di protesi o di mezzi metallici. Anche la crioterapia rientra nella termoterapia. Sono molteplici i sistemi impiegati per eseguire una crioterapia che, in generale, consiste nell’applicazione di ghiaccio in corrispondenza dell’area interessata (non a diretto contatto della cute per evitare ustioni termiche), eseguita per almeno 15 minuti, al fine di ottenere l’abbassamento della temperatura cutanea di 1 °C; applicazioni per tempi più brevi o più lunghi causano invece una vasodilatazione, con risultati opposti a quelli desiderati. L’applicazione di ghiaccio provoca dapprima una sensazione di freddo, seguita da una sensazione di dolore dapprima acuto, poi sordo e infine da intorpidimento della parte. Ciascuna di queste fasi è in relazione agli effetti del freddo sulle terminazioni nervose libere causati dalla riduzione del flusso ematico legata alla vasocostrizione cutanea che, stimolando l’ipotalamo, induce una vasocostrizione dei tessuti profondi. Oltre agli effetti vasocostrittivi, il freddo induce anche una paralisi delle fibre nervose superficiali nocicettive. La crioterapia è utile nel trattamento dei traumi acuti allo scopo di diminuire la sintomatologia dolorosa, il versamento endoarticolare o l’edema post-traumatico.

Per maggiori informazioni in merito, contattare il nostro
“SOCIO SPECIALISTA” Dott. Michele Di Pillo

BIBLIOGRAFIA:

  • J. Bruxelle, La stimulation électrique périphérique à visée antalgique, inEncyclopédie Médico-Chirurgicale, Paris, Elsevier, 1997.
  • F.J. Kottke et al., Krusen’s handbook of physical medicine and rehabilitation, Philadelphia, Saunders, 19904 (trad. it., Roma, Verduci, 1990).
  • M. Moselli, Elementi di fisioterapia pratica, Torino, Minerva Medica, 1979.
  • M. Pizzetti, i. caruso, Compendio di medicina riabilitativa, Roma, Edizioni Mediche Scientifiche Internazionali, 1982.
  • W. Prentice, Rehabilitation techniques in sports medicine, St. Louis (MO), Mosby, 1994.

SITOGRAFIA:

"Universo del Corpo" di Pier Paolo Mariani La trasmissione del calore da un corpo più caldo a uno più freddo può avvenire per conduzione (trasmissione diretta da corpo a corpo), per convezione (mediante masse fluide in movimento) o per irradiazione (senza contatto diretto tra corpo e corpo). La terapia calorica esogena per…

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About Riccardo Monzoni

Riccardo Monzoni
Dottore in scienze Motorie, Docente di preparazione fisica della Federazione Italiana di Tiro con l'Arco (F.I.T.ARCO), specializzato in Psicologia dello Sport, video-analisi e programmazione di allenamenti personalizzati in sport di squadra ed individuali. Personal Trainer a domicilio

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