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Fasi del tiro

1) POSIZIONAMENTO:

Il soggetto va sulla linea di tiro posizionando i piedi in una delle 3 metodiche consigliate:

  • 1) POSIZIONE PIEDI (PARALLELA)Posizione PARALLELA: il primo posizionamento dei piedi che normalmente viene insegnato ai neofiti, rispetto alla posizione aperta comporta la possibilità di una perdita maggiore di equilibrio. Molto favorevole per il gentil sesso perché comporta un ridotto contatto della corda con il seno, grazie ad un’apertura dell’arco più vicina al braccio.
  • 1) POSIZIONE PIEDI (APERTA)Posizione APERTA: consigliata, buon equilibrio dovuto all’ottimo appoggio al terreno dei piedi; per raggiungere una buona posizione bisogna avere un buon controllo del corpo.È la più utilizzata dagli arcieri di alto livello. Gli unici svantaggi sono dovuti ad un controllo meno preciso dell’allungo ed al possibile contatto con il seno in donne e uomini muscolarizzati.
  • 1) POSIZIONE PIEDI (CHIUSA)Posizione CHIUSA: tra le tre posizioni è la più particolare e la meno utilizzata; il piede del braccio dell’arco è più avanzato rispetto all’altro. Il vantaggio principale lo ritroviamo in soggetti che hanno un rapporto avambraccio/braccio non comune, grazie a questa posizione viene facilitato, in questi soggetti, l’allineamento superiore. Però ci sono numerosi svantaggi: possibile rotazione in dentro della spalla dell’arco; possibile perdita di tensione della muscolatura dorsale e diminuzione della “clearence” dell’uscita della freccia.

I piedi devono essere distanti tra di loro all’incirca quanto la larghezza delle spalle.

Il peso del corpo deve essere distribuito per il 60%-70% anteriormente e per la restante percentuale posteriormente; così facendo si riesce ad avere un controllo maggiore dell’equilibrio.

2) INCOCCARE LA FRECCIA:

2) INCOCCARE LA FRECCIA (DIETRO)Prendere una freccia dalla faretra e posizionarla sul punto d’incocco localizzato sul rest centrale della corda.

 3) ATTIVAZIONE:

Eseguire un respiro completo (inspirazione + espirazione) e concentrare l’attenzione sull’azione motoria che si dovrà andare a svolgere (immaginare le varie fasi dell’azione di tiro dai contatti con l’arco al follow through). Questa fase può essere svolta sia ad occhi aperti che ad occhi chiusi (scelta personale dell’arciere).

 4) CONTATTI CON L’ARCO:

4) CONTATTI CON L'ARCO (MANO DELLA CORDA E MANO DELL'ARCO) (DIETRO)

  • MANO DELLA CORDA: Posizionare le dita (indice, medio, anulare) sulla corda. L’arciere può personalmente decidere la metodica, secondo lui migliore con cui prendere la corda. E’ fortemente raccomandata la posizione in cui la prima piega del dito indice ed anulare è davanti alla corda e la piega del dito medio è dietro la stessa. Con questa posizione si evita di andare in contro a formazione di calli sulle dita indice e medio. La mano della corda deve avere una buona presa profonda e a gancio (Arco Olimpico e Nudo) Per il Compound abbiamo la presa della corda tramite lo sgancio, il quale dovrà essere inserito nel loop (punto d’incocco per l’arco compound).
  • MANO DELL’ARCO: Dopo aver posizionato la mano della corda eseguire una piccola trazione, grazie alla quale si viene a creare una tensione sufficiente per aiutare il posizionamento corretto della mano dell’arco sull’impugnatura o grip. La parte della mano dell’arco a contatto con la grip è la zona interna alla “linea della vita”, (parte più prossima/vicina al pollice) posizionandola correttamente avremo che il pollice indicherà verso il bersaglio. La zona interna della mano (ipotene) non deve lavorare, perché ciò comporterebbe una variazione del Tiller dell’arco e le frecce tenderebbero ad andare molto in alto. Per evitare di toccare questa zona della mano bisognerebbe tirare con le nocche a 45°. Da questo momento la mano dell’arco non deve più essere modificata. Arco olimpico: consigliata Grip ALTA;Arco Compound: consigliata Grip BASSA;

5) CONTROLLO POSTURALE GENERALE:

Per assicurarci di essere nella posizione corretta.

6) SOLLEVAMENTO DELL’ARCO:

5) ALZO DELL'ARCO (DIETRO) modifiato

Quando si solleva l’arco bisogna prendere un respiro profondo utilizzando la tecnica di respirazione diaframmatica e cercando di mantenere il corretto allineamento tra: gomito braccio della corda – mano della corda – mano dell’ arco

7) ORIENTAMENTO DELLE SPALLE (TENDIAMO AL TRIANGOLO):

Le spalle a questo punto vengono orientate verso il bersaglio, devono essere allineate tra di loro. Prendendo in considerazione gli altri segmenti del corpo, osservando dall’alto, possiamo vedere l’inizio della formazione di un triangolo.

8) PRE-TRAZIONE:

8) PRETRAZIONE (DIETRO)8) PRETRAZIONE (ALTO) modificato

Questa fase viene eseguita grazie al muscolo bicipite del braccio della corda e la sua funzione principale è di portare verso gli allineamenti. La durata di questa fase varia da soggetto a soggetto; consigliata una pre-trazione di velocità modesta.

 9) TRAZIONE:

9) TRAZIONE (DIETRO)9) TRAZIONE v(ALTO)Viene eseguita con la muscolatura dorsale (spalla, trapezio, …), è la fase che serve per portare la corda verso i contatti al viso e allineare i vari segmenti corporei (movimento esterno). Per quanto riguarda la respirazione, secondo “Kisik Lee” bisognerebbe inspirare (per generare una sensazione naturale di maggiore forza), secondo altri studi sarebbe meglio espirare (per creare una situazione più rilassata e di abbassamento del tono muscolare). I tempi per eseguire la trazione sono variabili da soggetto a soggetto. La tecnica per eseguire la trazione è variabile da scuola a scuola (Koreana, Americana, …).

10) CONTATTI AL VISO / ANCORAGGIO:

10) CONTATTI AL VISO (DIETRO) modificato10) CONTATTI AL VISO (ALTO) modificatoI contatti al viso o ancoraggio li ritroviamo nella parte finale della trazione, possono essere identificati come una sotto fase della stessa. Corda sul naso, leggermente spostata verso l’interno (raramente sulla punta) e lateralmente al mento, mano/tab a contatto con la mandibola.

 11) TRASFERIMENTO:

In questa fase la trazione diventa un movimento interno. L’arciere deve avere un buon posizionamento della scapola e del gomito della corda. Abbiamo un “trasferimento” dell’attivazione muscolare dalla parte dorsale superiore alla parte inferiore; la scapola deve spingere verso il basso la spalla del braccio della corda.

 12) MIRA:

Fino a questa fase la mente era concentrata su quello che stava avvenendo all’interno del nostro corpo, però adesso dobbiamo spostare l’attenzione sulla mira. Sarebbe più corretto mirare con la corda sui flettenti e non utilizzando la diottra; in questo caso la corda dovrebbe essere in traguardata con gli occhi ed i flettenti divisi a metà perpendicolarmente. Però il metodo comunemente utilizzato per effettuare la mira è tramite la diottra, attraverso la quale si vede il bersaglio (arco Olimpico/Compound) o con la punta della freccia (arco Nudo). Una buona tecnica di mira prevede il movimento verso il giallo (centro del bersaglio) dall’alto verso il basso e mai il contrario. Ad un certo punto, dopo aver posizionato il pin/diottra sul bersaglio correttamente, la mira verrà persa e la concentrazione riandrà all’interno del nostro corpo.

13) ESPANSIONE:

Fase successiva la mira. La tensione nelle scapole si incrementa e si realizza un movimento molto piccolo. La scapola del braccio dell’arco resta bassa grazie all’aiuto del braccio dell’arco che continua il suo movimento di estensione verso il bersaglio. Il rilascio (nell’arco olimpico quando scatta il Clicker), grazie alla ricerca d’estensione verso il bersaglio, il rilassamento e l’appiattimento della gabbia toracica, avviene in automatico, senza pensarlo.

14) RILASCIO:

14) RILASCIO (DIETRO)14) RILASCIO (ALTO) modificatoLe dita (indice, medio, anulare) si srotolano e liberano la tensione, lasciando andare la corda frontalmente. Osservando la mano della corda durante il rilascio di alcuni arcieri di alto livello si può notare che le loro dita rimangono come immobili, dalla fase prima del rilascio fino alla fase del Follow Through. Questo perché gli arcieri d’élite non focalizzano l’attenzione sulla muscolatura della mano della corda, ma continuano a tirare con i muscoli dorsali. Gli arcieri che eseguono un rilascio cosciente aprendo le dita (decidono loro quando lasciare la corda), spostano la loro attenzione dal lavoro dorsale alle dita. In questo modo però questi arcieri vanno ad interrompere la continuità del movimento dell’azione di tiro.

15) FOLLOW THROUGH: 

15) FOLLOW THROUG (DIETRO) 15) FOLLOW THROUG (ALTO) modificatoFase finale, può essere visto come un componente del rilascio e non un movimento separato. Il Follow Through non deve essere un’esagerazione del movimento, ma deve essere una reazione naturale dovuta alla liberazione delle tensioni muscolari successivamente al rilascio. Forzando il Follow Through si va a modificare la pressione delle singole dita sulla corda, andando ad influenzare il rilascio, generando risultati non costanti (variabili da freccia a freccia). Un Follow Through eseguito correttamente (naturale) prevede un movimento dell’arco in linea retta verso il bersaglio ed un movimento verso dietro della mano, la quale rimarrà in contatto con il viso, seguendo, fino a quando possibile, la linea della mandibola. Il gomito del braccio della corda deve andare indietro e lateralmente con un movimento verso il basso il più naturale possibile.

16) RILASSAMENTO e ANALISI:

Successivamente al Follow Through l’atleta deve riacquistare subito la concentrazione per il tiro successivo. Questa fase è molto importate anche perché permette all’arciere di prendere visione della freccia appena tirata e di ragionare sulla stessa. Un arciere d’élite deve essere in grado di “sentire” il tiro, focalizzando l’attenzione sull’azione e non sul punteggio.

Articolo realizzato da Riccardo Monzoni

 

BIBLIOGRAFIA:

  • Kisik Lee & Robert de Bondt; (2005) “Total Archery”;
  • Marco Pedrazzi; (2014) lezioni teoriche Corso Istruttori 2° livello Castenaso;
1) POSIZIONAMENTO: Il soggetto va sulla linea di tiro posizionando i piedi in una delle 3 metodiche consigliate: Posizione PARALLELA: il primo posizionamento dei piedi che normalmente viene insegnato ai neofiti, rispetto alla posizione aperta comporta la possibilità di una perdita maggiore di equilibrio. Molto favorevole per il gentil sesso perché…

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About Riccardo Monzoni

Riccardo Monzoni
Dottore in scienze Motorie, Docente di preparazione fisica della Federazione Italiana di Tiro con l'Arco (F.I.T.ARCO), specializzato in Psicologia dello Sport, video-analisi e programmazione di allenamenti personalizzati in sport di squadra ed individuali. Personal Trainer a domicilio

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